COMUNI MONTANI, ESCLUSI 38 NEL SALERNITANO
Nel Salernitano cambia la mappa dei Comuni montani e per 38 centri arriva l’esclusione dai benefici previsti per le aree in quota. Una stretta che interessa soprattutto realtà costiere e collinari, con ripercussioni potenzialmente significative su famiglie e imprese. Tra i territori coinvolti figurano Pollica, Ascea, Maiori, Minori, Capaccio Paestum e Sapri, comunità che negli anni hanno potuto contare su agevolazioni fiscali e contributive legate allo status montano.
L’uscita dall’elenco rischia di tradursi in meno sgravi e in un ridimensionamento delle misure di sostegno: esenzioni su tributi locali, incentivi per l’avvio di attività e bonus destinati a contrastare spopolamento e calo demografico potrebbero non essere più accessibili. Un cambio di scenario che preoccupa amministratori e operatori economici, soprattutto nei territori dove turismo, agricoltura e piccole imprese rappresentano l’ossatura dell’economia locale.
Restano invece nell’elenco alcuni simboli della Costiera Amalfitana. Amalfi, Ravello e Positano mantengono lo status di Comune montano e i relativi benefici: dall’esenzione Imu sui terreni agricoli ai crediti d’imposta per la prima casa, fino alla flat tax al 15% per nuove microimprese e ai contributi per chi decide di vivere e lavorare in quota.
La revisione riaccende il dibattito sui criteri adottati e sull’equilibrio tra caratteristiche altimetriche e condizioni socio-economiche. Per molti centri del Salernitano, la qualifica di Comune montano non è solo una definizione amministrativa, ma uno strumento decisivo per sostenere sviluppo e servizi.