Pagamenti difficili per le imprese

A seguito della pandemia, nel 2020, le aziende italiane hanno potuto adempiere ai vari pagamenti con crescente difficoltà.

I ritardi superiori ai 30 giorni hanno interessato il 12,8% delle aziende del Paese, una percentuale in crescita quasi del 22% sul 2019.

Tali dinamiche sono state particolarmente marcate in Valle d’Aosta (+41,5% di unità produttive che hanno dovuto far slittare i pagamenti), Friuli Venezia Giulia (+40,3% e + 30,2% a Trieste) e Veneto (+35,8%).

Fra i comparti più in difficoltà ad onorare puntualmente gli impegni la ristorazione, parte dei trasporti, i servizi ricreativi e quelli alla persona.

Sono state analizzate le esperienze di pagamento, aggiornate a dicembre 2019, di 38 paesi a livello mondiale.

Le nazioni che registrano i dati più virtuosi, in termini di pagamenti effettuati alla scadenza, sono la Danimarca con l'86,9% seguita da Polonia e Lituania con rispettivamente il 78,7% e il 76,9%. Portogallo, Israele e Bulgaria, occupano invece gli ultimi posti per i pagamenti puntuali, con valori al di sotto del 20%.

India e Singapore, sotto il profilo dei ritardi, non raggiungono buoni risultati con il 32,5% e il 39,8% dei pagamenti effettuati oltre 90 giorni dalla scadenza. Ottimi traguardi sono stati raggiunti, anche in questo caso, dai paesi dell’Europa del Nord: Danimarca, Svezia e Finlandia registrano ritardi al di sotto dell’1%.

In questo contesto, l’Italia si scosta abbastanza dalla media europea (44,3% per i pagamenti alla scadenza e 9,6% per i ritardi oltre i 30 giorni), registrando a dicembre 2019 comportamenti di pagamento puntuali del 34,7% e del 10,5% per i ritardi oltre i 30 giorni.

Questi dati mettono in luce come il nostro Paese, in particolare sul versante europeo, abbia molto da lavorare per riuscire ad acquisire credibilità rispetto a nazioni come ad esempio Bulgaria, Serbia o Slovenia che riescono ad avere ritardi al di sotto del 10%.

Queste evidenze ci permettono di fare un’ulteriore riflessione: l’Italia, ben prima del lockdown causato dell’emergenza sanitaria Covid-19, aveva una problematica concreta nei comportamenti di pagamento rispetto agli altri stati europei. Di conseguenza, la situazione in cui il Paese si è trovato a fronteggiare la pandemia, era già critica.

L’effetto più immediato di condotte di questo genere, si riscontra principalmente sulla liquidità delle aziende della Penisola, che si sono trovate con poco margine d’azione per contrastare le perdite che inevitabilmente hanno subìto a seguito della chiusura a marzo 2020.

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