FeNAILP: Green Pass è una punizione per le imprese

Il green pass, così come è stato delineato, rischia di essere un provvedimento ingiustamente punitivo per pubblici esercizi, bar e ristoranti, che non solo devono sostenere l’onere organizzativo ed economico del controllo, ma anche assumersi responsabilità legali che non competono loro.

La FeNAILP condivide l’esigenza di accelerare l’adesione della popolazione alla campagna vaccinale, ma la collaborazione delle imprese non può diventare un’assunzione eccessiva di responsabilità o un caos organizzativo, anche in considerazione del fatto che il green pass rappresenta comunque una forte limitazione dell’attività economica, che andrà certamente indennizzata.

Restano, inoltre, delle incongruenze incomprensibili. Pensiamo ad esempio all’estensione dell’obbligo anche alle fiere e alle manifestazioni all’aperto, che appare immotivata, visto che notoriamente il pericolo di contagio all’aria aperta è minore.

Se la finalità di tali regolamentazioni rimane, condivisibilmente, quella di tutelare al massimo la salute di cittadini ed incentivare la ripresa della campagna vaccinale, non comprendiamo per quale motivo non siano state prese decisioni per normare settori quali ad esempio i trasporti e le scuole. Ne consegue che tale provvedimento risulta essere parziale e non risolutivo di una problematica certamente più complessa rispetto alla soluzione individuata.

Rimangono, inoltre, numerose incognite sul futuro delle nostre imprese che, ricordiamo, solo da poche settimane hanno ripreso a lavorare con un minimo di prospettiva. La principale riguarda la mancanza di garanzie che l’attivazione dello strumento di controllo del green pass possa permettere alle imprese di operare indipendentemente dal grado di rischio a cui sarà soggetta la nostra regione nei mesi a venire.

Il Decreto legge pone a carico di alcuni imprenditori incombenze di particolare onerosità e – in alcuni casi – impossibili da gestire. La FeNAILP ha chiesto al Governo di istituire un tavolo tecnico ed avviare un confronto con le Associazioni che rappresentano le imprese interessate dalle limitazioni. Sono necessari correttivi urgenti e chiarimenti sulle modalità di controllo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo.

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