Dipendente residente all'estero, ma in smart working in Italia: I chiarimenti dell'agenzia

L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al regime fiscale applicabile al reddito di lavoro dipendente di una cittadina italiana iscritta all'AIRE e dipendente di una società lussemburghese, la quale, a causa della pandemia, sta svolgendo la propria attività lavorativa in smart working Italia per un periodo superiore a 183 giorni.

In base al combinato disposto dell'articolo 15 della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e il Granducato di Lussemburgo e dell'articolo 23 del TUIR, l'Agenzia sostiene che il reddito da lavoro dipendente percepito dalla lavoratrice rileva fiscalmente sia in Lussemburgo sia in Italia. La conseguente doppia imposizione sarà risolta attraverso il riconoscimento di un credito d'imposta da parte del Lussemburgo, Stato di residenza della dipendente.

TOP