Come ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

Il bonus mobili è una particolare agevolazione, messa a disposizione dello stato, che premette di ottenere un risparmio a livello fiscale sull’acquisto di mobili d’arredamento per l’abitazione, ma non solo. La possibilità di ottenere una agevolazione è estesa anche nel caso di acquisto di elettrodomestici, che hanno particolari caratteristiche rispetto alla classe energetica. Il bonus mobili è direttamente collegato a lavori e interventi di ristrutturazione, eppure, come vedremo tra poco, è possibile ottenerlo anche senza applicare un’opera ingente di ristrutturazione, ma con particolari interventi che possono essere anche di entità minore. Infine, è possibile detrarre anche le spese per il trasporto e l’eventuale montaggio dei mobili nella detrazione.

Chi tuttavia compie un illecito dichiarando interventi non svolti, e accede alle agevolazioni anche nel momento in cui non ne ha il diritto, rischia di incorrere a importanti sanzioni a seguito di controlli, che possono essere effettuati anche a distanza di cinque anni. Vediamo nel dettaglio come ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione, come funziona e quali sono le sanzioni previste in caso di accesso indebito all’agevolazione.

COS’È IL BONUS MOBILI?

Il bonus mobili ed elettrodomestici in linea generale è rivolto a chi sostiene lavori di ristrutturazione particolari nell’immobile di riferimento. Si tratta quindi di un bonus che non è accessibile universalmente. La detrazione spettante è del 50% e fa riferimento all’anno in corso.

Il bonus mobili si può richiedere con l’acquisto di mobili come armadi, letti, sedie, ma anche apparecchi per l’illuminazione. Non è possibile includere in questo bonus l’acquisto di elementi diversi come le porte o le pavimentazioni, strettamente connessi a lavori di sostituzione o complementi d’arredo aggiuntivi come le tende.

Per gli elettrodomestici sono inclusi quelli di classe energetica non inferiore a quella A+. Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, è possibile chiedere l’agevolazione acquistando frigoriferi e congelatori, lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie, forni e stufe elettriche, sistemi di piastre riscaldanti, ventilatori e apparecchi per il condizionamento.

Il bonus mobili esclude oggetti di arredamento puramente estetici come accessori, vasi, quadri o simili. L’agevolazione è del 50% calcolato su una cifra massima di 16.000 euro complessivi. Non è previsto quindi di applicare questa percentuale di agevolazione oltre la cifra massima.

CHI PUÒ USUFRUIRE DEL BONUS MOBILI?

Il bonus mobili è accessibile a chi compie lavori di ristrutturazione, ma forse non tutti sanno che si può avere anche senza una ristrutturazione di ingente entità, ma applicando una serie di lavori anche di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Spiega inoltre la guida ufficiale fornita dall’Agenzia delle Entrate:

“La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.”

Secondo le normative, è possibile ricevere questa particolare agevolazione tramite lavori di diverso genere, non solo di ristrutturazione complessiva di un immobile:

  • Manutenzione straordinaria, o restauro, su singoli appartamenti. Non si può accedere al bonus per lavori di manutenzione ordinaria come la nuova tinteggiatura delle pareti;
  • Ricostruzione di immobili danneggiati da eventi naturali, o nel caso in cui è presente un particolare stato di emergenza;
  • Restauro da parte di imprese di ristrutturazione;
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria, o di restauro, compiuta su parti comuni di edifici residenziali.

BONUS MOBILI SENZA RISTRUTTURAZIONE: È POSSIBILE?

Forse non tutti sanno che non è necessaria un’opera ingente di ristrutturazione per accedere al bonus mobili ed elettrodomestici, ma è possibile svolgere determinati lavori specifici per poter usufruire del 50%di agevolazione. Si tratta di diverse tipologie di lavori, in base all’immobile su cui vengono effettuati.

Nel caso di appartamenti singoli o parti di edifici condominiali, si possono svolgere, come spiegano le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, alcune tipologie di lavori che danno diritto al bonus mobili:

  • Manutenzione straordinaria: installazione di ascensori o scale aggiuntive di sicurezza, servizi igienici, recinzioni e cancelli, scale interne, sostituzione degli infissi esterni, sostituzione della caldaia. A questo proposito, sono inclusi anche i lavori che migliorano l’efficienza dell’abitazione a livello energetico, con l’utilizzo di fonti rinnovabili: installazione di stufa a pellet, o di impianto di climatizzazione a pompa di calore;
  • Ristrutturazione edilizia: con modifiche a facciate, mansarde e balconi, nuove finestre;
  • Restauro: tramite lavori applicati sugli edifici per valorizzare l’aspetto storico o artistico;
  • Manutenzione ordinaria su parti condominiali: in questo caso possono essere incluse le tinteggiature delle pareti, la sostituzione dei pavimenti o degli infissi, la riparazione del tetto, di cancelli e grondaie.

Non possibile infine accedere al bonus mobili nel caso in cui si decida di aggiungere, anche a livello di condominio, posti auto o similari. Ricapitolando, è possibile accedere al bonus mobili anche senza interventi massicci di ristrutturazione. Questo è il caso ad esempio delle sostituzioni della caldaia.

BONUS MOBILI 2021: NIENTE SCONTO IN FATTURA

Per alcuni bonus relativi alle detrazioni per le spese di casa, è possibile ricevere lo sconto in fattura o chiedere la cessione del credito. Tuttavia con il Decreto Sostegni bis, questo non avviene. Con il decreto infatti è stata portata da 10.000 a 16.000 la cifra massima per poter accedere all’agevolazione, ma non è data la possibilità di cedere il credito o procedere con lo sconto direttamente in fattura.

Nel dettaglio, il bonus mobili è un’agevolazione che viene applicata e dilazionata nei 10 anni successivi all’applicazione dei lavori, e non è possibile procedere in altro modo per utilizzare l’agevolazione. Per alcuni bonus, come il superbonus 110%, invece esiste anche una duplice scelta:

  • Sconto in fattura: ovvero ottenere uno sconto direttamente nella fattura emessa da chi effettua i lavori;
  • Cessione del credito: la possibilità di cedere il credito ottenuto a soggetti terzi

SANZIONI PER ACCESSO INDEBITO ALLE AGEVOLAZIONI

Viene consigliato di tenere traccia di tutta la documentazione relativa ai lavori e alle spese effettuate anche per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici. I controlli infatti possono essere effettuati anche dopo 5 anni dal lavoro.

Per richiedere le agevolazioni è necessario procedere al pagamento delle spese tramite metodi tracciabili, come i bonifici o carte di credito e debito. Inoltre è necessario conservare la documentazione che attesta i lavori e le spese sostenute: la ricevuta dei bonifici, la documentazione che attesta l’addebito sul conto corrente, le fatture per l’acquisto dei beni e per il pagamento dei servizi.

Inoltre risulta altrettanto importante comunicare all’ENEA i lavori svolti, come accade anche per avere accesso ad altri tipi di bonus e agevolazioni. L’Agenzia delle Entrate può decidere di effettuare dei controlli successivamente, e si può incorrere in sanzioni nel caso di errato accesso al bonus, e l’Agenzia delle Entrate può procedere a recuperare il credito. Le sanzioni sono variabili in base al tipo di errore commesso, che viene valutato sul caso specifico.

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